Viaggio in Egitto come un vero egiziano
L’Egitto mio in un viaggio come un vero egiziano è terminato all’aeroporto del Cairo dopo oltre 2.000 chilometri on the road da Nord e Sud. Al ritorno hanno aperto i miei bagagli e mi hanno tenuto fermo per quasi un’ora. Pare che le statuine dei tre faraoni fossero un buon escamotage per nascondere chissà quali sostanze.
Dopo la lunga attesa è arrivato un alto funzionario e mi ha chiesto: “Perché tornerebbe nel nostro Paese?”. Io ho risposto di getto: “Per la generosità degli egiziani. Sono convinto che se perdessi l’aereo per ulteriori controlli, mi ospiterebbero anche a casa se fossi in difficoltà.” E lui sorridendo mi ha congedato così: “Vada e torni a trovarci presto.”
IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA AL TURISMO DI MASSA
L’Egitto mio, in un viaggio tanto desiderato, in un lungo flashback. Rivivo l’altro Egitto, il mio, sognato seguendo il dito di mamma su un sussidiario dell’elementari nei giorni dell’infanzia. Ci arrivi dopo 45 anni per viverlo come volevi tu, in fuga dagli orrendi recinti social di un selfie fuggiasco o dalla stregoneria dell’intelligenza Artificiale usata per fingere di essere ciò che mai sarai.
La libertà è la fuga da tutto questo e il viaggio ti restituisce la padronanza del tempo, ti rende libero nel pieno godimento della realtà.Il mio “Esodo” egiziano di 16 giorni da Nord a Sud, provenendo da Cipro, è stato in direzione ostinata e contraria.
Affacciato al terrazzino di una casa a Giza, ho promesso a me stesso che mi sarei fatto trascinare come dalla corrente di un fiume in piena: niente taxi, nessuna consultazione di guide turistiche, niente google map, niente idiosincrasie del turismo di massa. Così tra trasporto pubblico e pizzini scritti a penna in arabo dagli egiziani conosciuti per strada, ho vissuto da egiziano in tutto e per tutto.
DAL CAIRO ALLA NAVIGAZIONE DEL NILO PER 250 CHILOMETRI
L’Egitto mio mettendomi nelle mani del Cairo, sorella gemella della mia #Napoli. Nella capitale ho ritrovato la vita mia napoletana all’ombra del Vesuvio e nel chiasso stratosferico della capitale, accompagnato dal ricordo dei nonni Pasquale e Lucia, ho vissuto ogni zona della Capitale gemellata con Fuorigrotta, Arenella, Vomero, piazza Carlo III, via Carbonara e potrei andare avanti all’infinito.
Dall’Egitto gate del Medioriente, rotolando verso Sud al confine pericoloso con il Sudan, ho ritrovato la mia Africa negli occhi di Assuan e nell’accoglienza della gente nubiana.
Il trofeo di tanta strada è stato un altro grande fiume che volevo navigare dopo Rio delle Amazzoni, Rio Ucayali, Gange, Mekong e Mississippi: il Nilo che, negli oltre 250 chilometri di percorso, ha fatto dell’equipaggio di una nave egiziana la mia nuova famiglia e di storie di vita tanta ispirazione per i miei diari di viaggio.
EGIZIANI NEL CUORE
L’Egitto mio tra gli egiziani. Ripenso alla storia d’amore di William e Rona, giunti al secondo matrimonio, perché c’è sempre tempo per tornare ad essere felici ma bisogna avere coraggio, tanto. La bellezza, l’intelligenza e i progetti futuri di Nourhan mi hanno spalancato le porte dell’universo femminile mediorientale, riflesso nello specchio luminoso delle donne del Sud del mondo, oltre la corteccia di un velo, oltre la separazione religiosa e culturale che non può impedire a un cristiano e a una musulmana di innamorarsi ed essere felici senza imposizioni, senza reciproche rinunce.
I HAVE A DREAM: L’ANTICO EGITTO E IL MAR ROSSO
L’Egitto mio dall’affetto dei bambini nubiani ai tesori dell’Archeologia dell’Antico Egitto sparsi nel Paese per sentirmi archeologo e “ghostbuster” di memorie remote prima studiate, poi sognate, oggi vissute tra il vecchio museo egizio del Cairo, la folgore di Abu simbel, le gigantesche Piramidi di Giza e l’accecante bellezza di Luxor e di tutto il mondo intorno alla Valle dei Re, dopo essermi lasciato alle spalle Edfu e Kom Ombo.
Lo sbarco sul Mar Rosso egiziano e la navigazione in stile libero della #BarrieraCorallina sono stati un modo per sgomberare dell’immaginario collettivo i cataloghi dei grandi Tour Operator e vivere da egiziano con semplicità e pochi soldi: così Mohamed e sua moglie sono diventati nuovi amici tra una chiacchiera e l’altra, con la speranza di rincontrarli prima o poi nel viaggio futuro in Arabia Saudita.
DEDICATO ALLA MEMORIA DI GIULIO REGENI
L’Egitto mio sul lungomare della meravigliosa Alessandria d’Egitto, metà napoletana e metà palermitana, che mi ha conquistato per la bellezza fatiscente, le memorie archeologiche e il futuro remoto della Bibliotheca alexandrina. E con lo sguardo rivolto al Mediterraneo, il mare crocevia di civiltà in cui è riflessa la mia essenza di uomo del Sud, ritrovo i viaggi musicali dei tempi andati in compagnia di De André e Pagani in contrasto con quelli odierni, perché “il mio maestro (Battiato) m’insegnò com’è difficile trovare l’alba dentro l’imbrunire.” Questo viaggio è dedicato alla memoria di Giulio Regeni (1988-2016).